"LETTERA AL GOVERNO" DI CONFARTIGIANATO IMPRESE DEL VENETO: SUBITO LA DIRETTIVA ANTI-RITARDI SUI PAGAMENTI 

"Giovanni Schiavon, è l'ultima vittima di un sistema inefficiente. Ucciso dall'incapacità del nostro Paese fa darsi delle regole semplici, oneste e rispettate". Questa la denuncia di Giuseppe Sbalchiero, presidente regionale di Confartigianato Imprese ripresa ieri dai giornali dopo la tragica fine del titolare della EuroStrade90 di Vigonza, azienda edile "modello" socia Confartigianato da quasi trent'anni, che non ha retto all'ingiustizia di committenti che non pagano ed istituti di credito non disposti ad ascoltare le ragioni di chi hanno di fronte. "Quella dei ritardi di pagamento è una vergogna quasi esclusivamente Italiana. Soprattutto per quanto riguarda i tempi di pagamento tra grandi e piccoli imprenditori e tra la pubblica amministrazione e le imprese fornitrici -afferma Sbalchiero- Per questo motivo chiedo al nostro Governo di non rendersi ulteriormente complice di questi "omicidi" e prendere l'unica vera decisione "salva Italia" recependo al più presto la direttiva europea che impone tempi certi di pagamento, da 30 ad un massimo di 60 giorni, dal pubblico verso il privato e tra privati, dal grande verso il piccolo".

Da questa forte presa di posizione nasce oggi dalle pagine del Corriere della Sera del Veneto l'appello al Presidente del Consiglio On. Monti firmato dalla gran parte dei rappresentanti dell'impresa veneta

Caro Presidente, ci porti in Europa

Caro Presidente Monti, abbiamo molto apprezzato la Sua attenzione e la sensibilità dimostrata nei confronti dei problemi delle imprese e in particolar modo di quelle piccole. Il primo atto rivolto a tutto il Paese dal Suo Governo è stato dedicato proprio alle imprese. Questo provvedimento ha consentito la riduzione del versamento dell'acconto Irpef per l'anno in corso, permettendo a molte imprese di trattenere momentaneamente una parte di quella liquidità necessaria per sopravvivere in questo momento così difficile. Altri provvedimenti previsti nella manovra correttiva in via di definizione proprio in questi giorni - tra i quali non possiamo dimenticare l'alleggerimento del peso dell'Irap sulle aziende, le agevolazioni a chi investe nella propria attività e il rifinanziamento del fondo di garanzia - testimoniano una grande attenzione e sensibilità, ma soprattutto la conoscenza dei problemi che attanagliano il sistema delle imprese e soprattutto di quelle medie e piccole che rappresentano, come Lei perfettamente sa, oltre il 90% di tutte le imprese italiane e che creano ogni anno il 65% circa dei nuovi posti di lavoro.
A Lei non sono sfuggite le difficoltà di accesso al credito e tutti i problemi che gli imprenditori si trovano quotidianamente ad affrontare: come il pagamento delle tasse, il costo dell'energia, i tempi della giustizia, le carenze infrastrutturali e via enumerando. C'è però un problema urgente da affrontare subito: quello dei tempi di pagamento tra imprese e soprattutto di quelli tra la Pubblica Amministrazione e le aziende. Per coloro che hanno lavorato, pagato gli stipendi, i contributi previdenziali e le tasse per i propri dipendenti ogni mese, le bollette per le utenze ogni due mesi, risulta insopportabile essere pagati a sei/otto o magari dodici mesi. Non è un'esagerazione: è ciò che accade quotidianamente nelle transazioni commerciali tra aziende private, se non si ha un grande potere contrattuale. Ancora più insopportabile è quando i ritardi di pagamento sono riconducibili allo Stato, alle Regioni e agli Enti locali, con l'"alibi" dei vincoli imposti dal Patto di stabilità interno.
Le imprese hanno bisogno di ricevere tempestivamente quanto è dovuto per il lavoro prestato. Gli strumenti ci sono, basta recepire velocemente, "senza se e senza ma", la Direttiva europea contro i ritardi nei pagamenti e creare le condizioni, così come è stato previsto nel documento redatto dalla Commissione Europea denominato "Small Business Act", per altro già inserito nello Statuto delle imprese, che è legge dello Stato italiano e che nel primo principio sancisce: "L'Ue e gli Stati membri devono dar vita a un contesto in cui gli imprenditori e le imprese familiari possano prosperare e che sia gratificante per lo spirito imprenditoriale". Sappiamo che questa norma costa, però insistiamo che senza un pronto recepimento della Direttiva europea, i problemi delle nostre imprese - industriali, artigianali, commerciali, agricole e del turismo - si aggraveranno e con essi la situazione dell'occupazione. Faccia presto sig. Presidente. Per il bene delle aziende e del Paese. Glielo chiediamo da una regione, il Veneto, che si trova in prima linea sul fronte dello sviluppo economico e dove la cronaca, con cadenza sempre più frequente, registra drammaticamente i casi di imprenditori spinti al suicidio per l'impossibilità di riscuotere i propri crediti e fare fronte così agli impegni economici.

Daniela Franchin e Flavia Schiavon (moglie e figlia dell'imprenditore suicida)
Giuseppe Bortolussi (Direttore Cgia Mestre)
Marco Michielli (Presidente Federalberghi Veneto)
Giorgio Piazza (Presidente Coldiretti Veneto)
Giuseppe Sbalchiero (Presidente Confartigianato Veneto)
Luigi Schiavo (Presidente Ance Veneto)
Gaetano Stella (Presidente Confprofessioni Veneto)
Andrea Tomat (Presidente Confindustria Veneto)
Massimo Zanon (Presidente Confcommercio Veneto)

16 dicembre 2011

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